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BASTA UN TRAVESTIMENTO PER ESSERE UN PERSONAGGIO?

La risposta è ovvia: sicuramente no. Purtroppo, alcuni maghi affrontano la scena pensano che basti un cappello, un bastone, un abito cinese, o un vestito inusuale per essere un personaggio.
In realt√† la costruzione di un personaggio √® molto pi√Ļ complessa e prescinde dai meri aspetti estetici.

E' vero l'occhio vuole la sua parte, ma un artista come Jeff McBryde, o Fred Kaps, o Max Maven o molti altri ancora, non avrebbero mai potuto diventare delle stelle dello spettacolo se avessero pensato che un travestimento fosse bastato a completare il proprio personaggio.

Quando un artista è riuscito a trovare il suo personaggio il suo corpo, il suo gesto e la sua parola, lo trasmette in ogni momento della sua performance sulla scena al pubblico. E' come un flusso continuo di dati percepito in forma subliminale dal pubblico che si genera soltanto quando la cultura, la sensibilità dell'artista, l'esperienza e lo studio consentono a lui di trasmettere questo flusso in maniera totalmente naturale, e incosciente.

Convincersi che basti un mero e banale atteggiamento, un' apparenza originale per creare un personaggio è un grave errore, ne abbiamo avuto riscontro anche nelle recenti selezioni effettuate al Clam per MoM e anche in altri appuntamenti mediatici di maggiore rilievo, come: " La grande Magia the illusionist" presentata da Mammuccari su canale 5.

La logica che spinge a una sbagliata valutazione delle proprie capacità da parte del prestigiatore presuntuoso, incapace di auto critica ed ebbro di effimeri successi è sempre lo stesso: "il pubblico mi applaude e quindi sono bravo". Ma la realtà dovrebbe farci capire che tutto questo non basta, quanti asini pieni di errata auto-considerazione si sono presentati in concorsi come "Italia's got talent" e simili e sono stati solennemente bocciati.

Queste persone, nel loro paese, tra amici e parenti e di fronte ad un pubblico meno competente ed esigente, riuscivano ad ottenere dei consensi e degli applausi. Ben diversa è la situazione quando ti misuri con veri professionisti che non hanno pensato di essere "arrivati" solo dopo un applauso di compassione ma hanno svolto un lavoro di ricerca e costruzione del proprio personaggio e della propria tecnica attingendo da esperienze altrui che hanno poi sposato con la loro creatività innovativa ed il loro naturale talento.

In realtà la ricetta è proprio questa: nessuno è nato "insegnato", tutti abbiamo attinto dall'esperienza di altri, sin da quando eravamo bambini. Solo la presunzione e una miope ed esagerata auto-stima può farci credere di non aver bisogno del consiglio di chi può aiutarci a migliorare. Nel momento stesso in cui ragioniamo ottusamente così, la nostra crescita si arresta, ma nella nostra mente saremo sempre convinti del contrario, in questo stato di cose l'insuccesso è garantito!



Autore: Club Arte Magica
30/03/2013

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