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QUAL'È IL PREZZO GIUSTO?

Se voi andate da un notaio e chiedete uno sconto consistente sulla sua parcella, questi vi dirà che non potrà farvi pagare meno di un certo prezzo, altrimenti rischierebbe di essere denunciato al “collegio notarile” per concorrenza sleale.
Questo fa si che gli onorari di questi professionisti, ed anche di altre categorie, non scendano mai sotto un certo prezzo.

La categoria dei prestigiatori non ha un proprio albo professionale e pertanto non è soggetta a queste tutele. Il mago che volesse lavorare per due euro, potrebbe farlo senza che altri colleghi possano deferirlo ad organi preposti allo scopo.

Accade quindi che molti “non professionisti”, per arrotondare lo stipendio o la pensione, si vendano a prezzi “stracciati” o estremamente concorrenziali.
Se la prestazione è mediocre, il cliente rimarrà deluso e magari la prossima volta sarà orientato a indirizzare la sua attenzione verso altre forme di spettacolo o verso maghi meno improvvisati.
Se invece la prestazione è buona, questo farà nascere nel cliente la falsa convinzione che il prezzo praticato da questi maghi sia un prezzo equo.

In ogni caso vendersi a poco prezzo rovina il mercato e penalizza i professionisti che lavorano in regola con la normativa di legge e fiscale.
Sembra che la crisi economica abbia fatto tornare in auge questo modo di operare da parte di molti praticanti dell’arte magica.
E’ chiaro che i professionisti si ribellano e non avendo enti preposti alla loro tutela, si rivolgono ai Club Magici esortandoli a condannare questi atteggiamenti, con l’invito a espellere dal loro club i soci che praticano cachet miserevoli.

Il problema è che non essendoci regole ben definite, anche per i club Magici risulta assai difficile giudicare e prendere eventuali provvedimenti.

Innanzitutto sarebbe necessario avere prove certe circa la vendita sotto costo della prestazione magica, ma prima ancora bisognerebbe definire con precisione quando una prestazione è venduta ad un costo troppo basso.
La domanda è: Quale è il prezzo minimo di una prestazione magica?
Non è facile valutarlo, perché questo dovrebbe essere anche direttamente proporzionale alla bravura dell’artista, e alla sua fama.
Per un mago di livello artistico e tecnico elevato, magari anche conosciuto da gran parte del pubblico, un prezzo di 1.000 euro per una serata potrebbe essere anche troppo basso, ma per il mago “discreto”, che non è un fenomeno ma nemmeno un brocco, e fornisce una prestazione decente ma non eccezionale, chiedere 1.000 euro potrebbe essere una richiesta esorbitante.
Allora quale metro usare?
Quali parametri considerare per valutare questi aspetti?
Non è facile rispondere.

Qualcuno dice che oggi un mago non dovrebbe esibirsi per meno di 250 euro.
Già in questa circostanza dovremmo definire se con o senza IVA, perché in questo ultimo caso il costo fatturato al cliente diventa di 300 euro!

Consideriamo inoltre che oggi vi sono impiegati e operati che lavorano anche per meno di 1.000 euro al mese, per circa 22 giorni lavorativi al mese e per circa 7-8 ore (ed anche più) al giorno.
Questo vuol dire che hanno una paga giornaliera di meno di 50 euro per 7-8 ore di lavoro.

Un mago che lavora per due o tre ore ai tavoli di un ristorante, secondo voi, non può chiedere meno di 250 euro ad un cliente?
Davvero tutti i maghi valgono questa cifra minima?

Le variabili in gioco sono troppe e poco omogenee per definire se il prezzo è giusto oppure no, così diventano poco certe anche le modalità di reazione e le misure che dovrebbero adottare i club magici in relazione a questi aspetti.
L’adozione di parametri di valutazione approssimativi e imprecisi potrebbe portare a delle ingiustizie o scelte sbagliate.

In ogni caso, i club magici hanno il dovere di porre l’accento sull’etica che ogni prestigiatore professionista o non professionista dovrebbe tenere in merito alle modalità con cui vende la propria arte.
Svendersi significa fare danno a se stessi e agli altri colleghi.
Ma definire delle regole precise alle quali fare riferimento per applicare possibili sanzioni, è cosa molto più difficile e complessa, ma noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità e siamo disponibili ad ascoltare ogni suggerimento da parte vostra, magari anche commentando questo nostro articolo, chissà che non si possa finalmente creare un CODICE ETICO DELLA CATEGORIA, così come già accade per molte altre professioni.



Autore: Club Arte Magica
22/11/2010

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