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INTRODUZIONE A PAUL ROSINI

Note della relazione tenuta da Aurelio Paviato presso la sede del CLAM, commen-tando il libro "House Of Cards. The Life & Magic of Paul Rosini" di Chuck Romano.
Questi appunti sono distribuiti con una fotocopia degli articoli scritti su Paul Rosi-ni nel libro di Robert Parrish ed in quello di Joe Berg, in modo da acconsentire al lettore di verificare le fonti originali citate. Viene anche allegata una copia del gioco di Malini descritto da Braue in Hugard Magic Monthly.
Milano, 25 febbraio 2000


L'eredità che Paul Rosini ci ha lasciato consiste nella sua fama. Non scrisse libri e, da quanto ci dice Chuck Romano, ci sono solamente due giochi che egli abbia pubblicato: il primo, con il titolo Fanspello, fu pubblicizzato e venduto attraverso la rivista The Sphinx verso la fine del 1920; il secondo, intitolato "The Neato Silk", apparve, ancora in The Sphinx, nel Dicembre del 1938.
Per quanto riguarda Fanspello, esprimo delle riserve circa sua attribuzione origi-nale a Paul Rosini. Il principio sul quale questo gioco si fonda è probabilmente più antico ed è difficile attribuirne la paternità. Si basa sul preordinamento di un piccolo gruppo di otto carte ognuna delle quali ha una lettera in più della prece-dente. Si avrà quindi un "Re di Cuori" (9 lettere), seguito da un "Sei di Fiori" (10 lettere), seguito da un "Tre di Quadri" (11 lettere) e così di seguito.
Ted Annemann, nel suo libro "Practical Mental Effects" propone sul medesimo principio un gioco intitolato "Magic Vs. Mentalism", offrendo però un effetto più articolato e di migliore costruzione drammatica. Annemann, pur sempre molto at-tento nel dare credito, non fa qui alcun accenno a Paul Rosini.
La mia perplessità nei confronti delle affermazioni di Chuck Romano deriva an-che dell'osservazione che questi, in altre parti della sua relazione, ha dimostrato, come vedremo, di essere piuttosto sbrigativo come "storico".

Il repertorio di Rosini si fondava su giochi e su metodi di grandi maestri suoi contemporanei con i quali aveva un contatto diretto e, meritatamente, privilegiato.
Sia ben chiaro che quanto ho appena affermato non va a diminuire l'importanza di Rosini come artista, ma al contrario, serve a definire meglio il suo ruolo, quindi l'importanza che ha avuto come interprete artistico dell'arte della prestigiazione, ma non certamente come inventore di nuovi giochi o metodi.

Credo che si possa affermare che Paul Rosini si sia avvicinato all'arte in modo essenzialmente pratico, empirico. I contatti che ha avuto con i grandi maestri del suo tempo, la sua esperienza della vita e la sua natura (il suo carattere) lo hanno reso un maestro nell'eseguire i più significativi giochi della nostra arte.
Qui sto usando l'aggettivo "significativo" di proposito. Gli effetti generati dai giochi nel repertorio di Paul Rosini, sono annoverati tra i classici della Magia, il che vuole dire giochi che hanno superato la prova del tempo a causa del loro si-gnificato profondo.
Ne approfitto per affermare che io sono fondamentalmente d'accordo con Juan Tamariz sul fatto che i "Classici nella Magia" sono soprattutto quei giochi che, ol-tre all'apparenza di produrre un effetto divertente, diretto e semplice da compren-dere, sono anche giochi fortemente strutturati a livello simbolico e nelle emozioni che riescono ad evocare negli spettatori.

Robert Parrish, nel suo libro "Words About Wizards", mette a fuoco, in poche pagine, un preciso e significativo ritratto di questo artista, affermando che "Il me-rito di Paul Rosini è stato quello di introdurre il repertorio classico della magia da salotto nel cabaret." (Pag. 32).

Max Malini e Charles Bertam furono i suoi ideali e da loro trasse maggiore ispi-razione. Alla pagina 10 del libro Chuck Romano traccia un parallelo tra questi tre esecutori. Egli scrive:
"Tutti e tre questi uomini presero dei giochi che nelle mani di qualunque altro e-secutore sarebbero stati dei semplici divertimenti e li hanno trasformati in effetti di alto intrattenimento. Erano tutti molto esperti con le carte e preferivano ese-guire giochi con oggetti che risultassero a tutti famigliari. Ognuno di loro domi-nava perfettamente la tecnica e la coordinavano perfettamente con la loro mae-stria nel Timing e nella Misdirection. Questa combinazione creò degli effetti ma-gici che ebbero un profondo e determinante impatto su coloro i quali assistettero alle loro esibizioni.
Ognuno di questi tre prestigiatori fece uso di una particolare frase che divenne caratteristica del loro modo di fare ed identificata con i loro personaggi. Bertram sottolineava i suoi effetti dicendo "Isn't it Wonderful" …(omissis)… allo stesso modo, Rosini aveva una sua espressione tipica "A tiny waltz, please!" …(omissis)… incidentalmente osserviamo che questa espressione non era sua o-riginale ma era originalmente un modo di dire di Malini."

Per quanto riguarda l'influenza di Malini, desidero porre l'accento sul gioco che Robert Parrish ha scelto, tra molti altri, e pubblicato a pag. 34 del suo libro "Words About Wizards" per illustrarci lo stile esecutivo di Rosini: "The Peek Trick".
La radice di questo gioco la troviamo nella rivista Hugard Magic Monthly (Vol XIV No.1, June 1956). Il gioco qui descritto da Braue non è esattamente come quello riportato da Parrish né come quello che si ritrova nel libro Rosini's Magical Gems, io credo però di riconoscere una forte assonanza ed una similitudine nella struttura. Nello stesso numero della rivista, Braue pubblica anche il gioco di Max Malini dal quale egli afferma che il gioco di Rosini è derivato; ed è qui interessan-te rilevare che l'effetto del gioco di Malini non ha proprio nulla a che vedere con quello di Rosini. L'effetto del gioco di Malini è quello di una trasposizione. L'effetto del gioco di Rosini è quello di una localizzazione erronea o ritrovamento sbagliato della carta scelta, seguito da una inattesa trasformazione.
Mi viene immediato chiedermi in che cosa i due effetti siano simili, o meglio per-ché mai Braue dica esplicitamente che quello di Rosini è una variante sul gioco di Malini. Potrebbe essere che Rosini stesso disse ciò a Braue (nel 1946 Rosini si trovava in San Francisco, si incontrò con Braue e scrisse l'introduzione a The In-visible Pass). Tuttavia, pur senza una simile ipotesi, possiamo chiaramente intuire l'influenza di Malini sullo stile di Rosini nel modo in cui entrambi gli artisti si rapportano nei confronti dello spettatore. Ciò che rende validi entrambi i giochi sono le molte emozioni che si susseguono nell'arco di un breve periodo di tempo, mantenendo vivo l'interesse degli spettatori.

Nel gioco di Rosini, una carta è scelta in un modo insolito (eseguire un peek non è cosa abituale per lo spettatore). La conversazione che subito dopo si instaura con lo spettatore aiuta innanzi tutto a consolidare il rapporto nei suoi confronti ma serve anche ad insinuare il sospetto che qualche cosa non sia andato per il verso giusto. Dobbiamo certamente tener conto di come questo possa porre lo spettatore in un nuovo tipo di umore e di interesse per quello che sta avvenendo.
Il prestigiatore decide di ricominciare tutto dall'inizio: ora è certo che qualcosa sia andato storto: qualche spettatore può essere dispiaciuto, altri intimamente soddi-sfatti dell'errore, altri interessati a vedere come il mago uscirà dalla situazione ed altri potrebbero non essere del tutto convinti che abbia veramente sbagliato: quan-ti differenti stati d'animo sono attivati da una così semplice decisione ed azione. Si arriva così all'effetto magico: sorpresa, meraviglia. Infine la carta correttamen-te identificata, si trasforma nella carta scelta all'inizio (quando si credeva che il mago avesse sbagliato): sorpresa del tutto inattesa.

Io credo che proprio questa sia la chiave per comprendere la potenza della magia di Paul Rosini: la grande varietà di emozioni che egli era in grado di creare nel suo pubblico.

Paul Rosini

Cronologia dal libro di Chuck Romano



1902
Paul Rosini nacque a Trieste il 29 Settembre 1902. In quel periodo la città di Trieste era sotto la dominazione austriaca, quindi, dal punto di vista del-la cittadinanza, Rosini è da considerarsi austriaco.

Rosini (nome che potrebbe suonare d'etnia italiana) è però uno pseudoni-mo ed il vero nome di famiglia di Paul è Vucic. Qualche storico lo ha er-roneamente trasformato in Vucci (ancora una volta con assonanza italia-na), sembra tuttavia che Vucic sia il vero nome che, almeno a prima vista, fa pensare di appartenere ad un ceppo d'etnia Slava.

Certo è che in una città di confine come Trieste, tali mescolanze sono fre-quenti e comuni anche attualmente. Viceversa basti pensare alla vicinissi-ma zona della città di Fiume, che gli Italiani considerano un estremo pro-lungamento della loro nazione mentre è, a tutti gli effetti, una città della Jugoslavia.

In Trieste, Paul Vucic conobbe e frequentò Antonio Molini, suo concitta-dino, anch'egli da considerarsi formalmente un cittadino austriaco ma, questa volta credo con ben pochi dubbi, d'etnia italiana.

1912
Nel 1912 la famiglia Vucic emigrò in America, prendendo residenza a Chicago. Paul Vucic è nel suo decimo anno di vita.

In Chicago, il giovanissimo Rosini frequentò il negozio di magia d'August Roterberg e si appassionò a leggere e studiare le biografie di grandi mae-stri che lo precedettero, al punto da affermare, più tardi, che ha "potuto ap-prendere sulla nostra arte molto di più studiando la vita d'altri prestigiatori che non leggendo i trucchi descritti in libri e riviste".

Di grande influenza divennero le figure di Charles Bertram e di Max Malini.

1916
Nell'estate del 1916 la famiglia di Paul si trasferì a New York. Paul ha quasi 14 anni.

In quel periodo Theo Bamberg (Okito) gestiva un negozio di magia al 1193 di Broadway. Okito stesso scrisse di essere stato il primo ad insegna-re al giovane Vucic il gioco dei bussolotti e, sebbene non se ne abbia un ri-scontro certo, si pensa che proprio grazie ad Okito, il giovane Vucic co-nobbe, subito dopo il suo arrivo a New York, un altro personaggio destina-to ad avere influenza ed importanza nella sua vita. Si tratta di Julius Zan-cig (Julius Jörgensen, 1857-1929) esperto in telepatia e mentalismo.

1917
La moglie di Zancig era deceduta l'8 Aprile 1916, pochi mesi prima che Paul giungesse a New York. Poco dopo un anno dalla scomparsa della moglie (probabilmente Maggio del 1917? N.d.R.), Zancig presenta il suo numero con il figlio "Henry" che era, in realtà, Paul Vucic. (Il ragazzo non ha ancora compiuto i 15 anni).

Sempre nel 1917, Paul Vucic termina di lavorare per Zancig. Alcuni storici scrivono che il rapporto di lavoro cessò perché Vucic fu chiamato al servi-zio militare in seguito allo scoppio della prima guerra mondiale. Risulta però che la chiamata alle armi, del 5 Giugno 1917, riguardava i maschi americani ed immigrati d'età compresa tra i 21 ed i 30 anni. Le chiamate successive furono fatte il 5 Giugno 1918 ed il 12 settembre 1918. Anche in queste occasioni Paul Vucic non è stato arruolato: Paul avrebbe compiuto 16 anni il .29 Settembre del 1918.

1917/1918
Lasciato il lavoro con Zancig, Paul Vucic opera come assistente per Carl Rosini (grande professionista dal quale Paul prenderà, più tardi, arbitra-riamente a prestito il cognome). Nessuna data di inizio è qui precisata, se non che la collaborazione deve essere iniziata tra il 1917 (data di cessazio-ne del lavoro con Zancig) ed il 1918, molto probabilmente grazie a Theo Bamberg (Okito) il quale presentò Vucic a Rosini.

1919
La collaborazione con Carl Rosini terminò nel Giugno del 1919, quando questi partì, con Okito, per l'America meridionale.

1920
Nel 1920, la famiglia Vucic si sposta nuovamente verso il Midwest e fissa la propria residenza a Gary, nello stato dell'Indiana. Il padre di Paul lavora in una miniera, mentre Paul lavora come garzone presso un macel-laio/droghiere locale.

Nel 1920 Paul conosce Anna Grubick che, in breve, diverrà sua moglie.
Dopo il matrimonio, Vucic si trasferisce a Chicago.

Sempre nel 1920 Carl Rosini ritornò negli Stati Uniti e lavorò nel "vaude-ville". Ripartì nuovamente per il Sud America nel 1929: molti, allora, pen-sarono che non avrebbe fatto ritorno ed anzi che avesse addirittura lasciato la magia perché, nella sua esibizione pubblica, presentava una pellicola ci-nematografica in luogo del suo spettacolo come prestigiatore.

1923
La questione del nome
Paul Vucic trasforma il suo nome in Paul Rosini.
Le ragioni di un tale cambiamento non sono chiare e, a creare maggior confusione, esistono due differenti versioni dei fatti raccontate da Chuck Romano e da Joe Berg.
È singolare il fatto che Chuck Romano, pur conoscendo e citando il libro di Berg in riferimento alla collaborazione di Rosini con Mysterious Smith, ignori completamente il racconto di Berg sulla vita di Rosini.

Nel suo libro, Chuck Romano scrive:
"Così, verso il 1923, Paul prese il nome di Paul Rosini. … (omissis)… è possibile che Paul credesse che Carl non avrebbe più fatto ritorno negli Stati uniti e che non ci sarebbe stata alcuna confusione tra i due perché ci sarebbe comunque stato un solo Rosini. Forse Paul sperava di capitalizza-re sulla ottima reputazione di Carl Rosini riempiendo il vuoto che Carl aveva lasciato nel Vaudeville…" (Pag. 28)

Pur non considerando il punto di vista etico della questione, la ricostruzio-ne dei fatti data da Romano e la loro giustificazione appaiono speciose ed insostenibili.
Nel 1923, Carl era a tutti gli effetti operativo nel Vaudeville e solo nel '29 avrebbe lasciato gli Stati Uniti dando l'impressione di voler abbandonare la magia: come poteva Paul, nel 1923, valersi di tale giustificazione? Ed "Il vuoto nel Vaudeville" nel '23, Carl non lo aveva ancora lasciato!

Infine, pur ammettendo che la scelta di Rosini potesse essere solo una stra-tegia per cogliere le opportunità che, usurpando un nome già famoso ed af-fermato, potevano venirgli nel settore dello spettacolo, Chuch Romano suggerisce che l'azione di Paul potesse essere semplicemente un atto di ri-spetto e devozione verso il grande professionista Carl Rosini, al punto da volerlo emulare sin dal nome (pag. 28).

Nel libro di Chuch Romano si dice che, poco dopo il suo ritorno negli Stati Uniti, Carl Rosini venne a conoscenza del fatto che Paul avesse impro-priamente utilizzato il suo nome ed iniziò anche delle azioni legali contro Paul. Non si capisce però se si stia parlando del ritorno di Carl Rosini del 1920 o del 1932.

Infine, Chuck Romano ci informa che, sempre nel 1923, Paul Rosini iniziò a lavorare, in Chicago, in qualità di assistente, con Grover George e Wil-liam "Doc" Nixon (The Mysteries Production Company).

**********

Joe Berg, a pag. 53 del suo libro, ci offre una versione completamente dif-ferente dei fatti che, tra l'altro, implica un atteggiamento più etico, o co-munque più giustificato, da parte dello stesso Rosini.

Pur affermando di non essere sicuro di come Paul fosse giunto ad adottare lo stesso nome di Carl, subito dopo dice che:
"Penso che Carl fosse stato ingaggiato per esibirsi in qualche hotel nello stato di New York, così chiese a Paul di fare questi spettacoli con lui adot-tando il nome di "The Rosini Brothers". È stato durante questo periodo che Paul apprese il gioco "Thumb Tie" da Carl. Al termine di questo giro di spettacoli, Carl Partì per il Sud America dove era in tour con una pelli-cola di cinema sonoro, una vera novità in molti paesi e molte città laggiù. Paul continuò ad utilizzare il nome "Rosini" perché era convinto che or-mai gli agenti di spettacolo lo conoscessero in tal modo… (Omissis).

Questo scenario è possibile solo se tra il 1920 ed il 1929 Carl e Paul aves-sero più volte e con una certa continuità lavorato insieme come "The Rosi-ni Brothers", inframmezzando le loro collaborazioni agli altri lavori ed impegni che Paul aveva avuto in questo periodo (secondo la ricostruzione di Chuck Romano).
Se così fosse, si giustificherebbe il fatto che, ritornato dal Sud America nel 1932, quando tutti già pensavano che Carl avesse ormai lasciato la magia, egli ritrova Paul che sta ancora utilizzando il nome Rosini, essendo ormai completamente identificato con esso nel mondo professionale, senza alcu-na intenzione fraudolenta.

Joe Berg racconta poi un altro interessante aneddoto che riguarda la stato di conflitto tra i due Rosini.
"Quando i due Rosini erano ai ferri corti, ho cercato di riportare la pace. Carl ritornò dal Sud America e scoprì che Paul stava usando il suo nome. Divenne così furioso che citò in tribunale Paul. Diventarono acerrimi ne-mici. Soffrivo a vederli tanto in odio l'uno con l'altro, così, quando si tro-varono entrambi a Chicago ho avuto un'idea per farli incontrare. Li ho invitati, una sera, al mio negozio: nessuno sapeva che avessi invitato an-che l'altro. Quando furono a faccia a faccia, prima che potessero scon-trarsi o litigare, ho tirato fuori una bottiglia di liquore ed ho proposto si bevesse qualcosa insieme. Funzionò. Dopo pochi bicchieri avevano rico-minciato a parlare, entrambi dispiaciuto per quanto era accaduto. Ho fat-to il possibile per convincerli che erano entrambi dei grandi protagonisti del mondo della magia e che c'era spazio per entrambi. Quando fu ora di andare si parlavano l'un l'altro come fossero ancora i Fratelli Rosini!"

Di questo aneddoto non esiste alcuna traccia o riferimento nel libro di Chuch Romano. Al contrario, l'autore termina il capitolo dedicato a Carl Rosini sostenendo che egli abbia sino all'ultimo provato un forte rancore verso Paul, ed avesse cinicamente commentato la prematura morte di quest'ultimo con la frase "Now he is gone and I am still here!" (Adesso lui è morto ed io sono ancora qui!).
In realtà queste parole furono dette ma il cinismo è stato arbitrariamente aggiunto dall'immaginazione di Chuck Romano. Di ciò troviamo confer-ma in una lettera che è stata pubblicata a pag. 13 della rivista "Magic" nel Novembre 1999. La lettera porta la firma di Robert E. Olson. Questi è l'autore del libro "Carl Rosini, His Life, His Magic" dal quale la frase è tratta. In questa lettera Olson dice "permettetemi di assicurare che quando lavorai con Carl alla stesura del libro, non c'era il minimo rancore nella sua voce quando fece questa affermazione. Sappiamo tutti come frasi di questo genere possano essere erroneamente contestualizzate, non sapendo come ciò fu detto. Sono dispiaciuto del fatto che, quando ho fornito a Chuch questa frase per il suo libro, non sono da parte mia stato sufficien-temente chiaro su ciò che Carl voleva veramente significare, cioè di come tutto ora fosse irrimediabilmente e tristemente finito per la morte di Paul".

**********

È negli anni '30 che Paul opera individualmente ed indipendentemente sul-lo stesso mercato di Carl, in diretta competizione con quest'ultimo.

1924
The Mysteries Production Company chiude e la compagnia viene sciolta. Paul Rosini è nuovamente in cerca di un lavoro.

Riceve l'offerta di collaborare con un amatore, tal George Marquis Kel-ley per produrre uno spettacolo da fare insieme. Tra varie vicissitudini il progetto non va a buon fine. L'agente incaricato di realizzare lo spettacolo fugge con i risparmi dei due artisti.

1925
Paul frequenta il negozio che Joe Berg aprì in questo anno in Chicago e stringe una duratura amicizia con Joe. Sembra che Berg abbia introdotto Paul ad Albert P. (Mysterious) Smith, un professionista per il quale Paul lavorerà, ancora una volta, nel ruolo di assistente.
Berg dice che, probabilmente, Rosini volle lavorare con Smith per carpir-gli il segreto dell'evasione dalla bara, ma pensa che Paul non sia riuscito nel suo intento.

Nel libro di Chuch Romano, viene però mostrato un programma di Paul Rosini che riporta come finale dell'esibizione "The Escape from a Living Death".

Nel 1925 Paul ha al suo attivo anche la collaborazione con Spencer - The Mind Reader. Paul Rosini era ospite dello spettacolo di Spencer e si esi-biva con una serie di giochi di carte.

1926
Paul e la moglie Anna si trasferiscono a Philadelphia. Nasce il primo figlio di Rosini. Il lavoro scarseggia e Rosini opera come assistente di Martin Sunshine un mentalista di New York che eseguiva un numero con la mo-glie.
Nei prossimi anni, Rosini entrerà in contatto con i più importanti perso-naggi della Magia di New York:
Dai Vernon, Max Holden, Theo Annemann, Fred Keating, Al Baker, John Mulholland, Joseph Dunninger, Luis Zingone, John Scarne, Sam Horowitz e Nate Leipzig.

1928
In Philadelphia, i Rosini operano con "Zancig's". Nasce il secondo figlio dei Rosini.

1929
Rosini conosce Nate Leipzig che diventerà suo carissimo amico e mentore.
Max Holden visita lo studio di Zancig e rimane ammirato agli effetti di mentalismo eseguito per lui da Paul Rosini.
Zancig, in cattiva salute, si trasferisce a Venice, California, ma il cambio di clima non gli gioverà e morirà il 27 Luglio in un ospedale di Santa Mo-nica.
Dopo la sua morte Rosini continua ad eseguire un numero di mentalismo e telepatia come Zancig, facendo proprio il motto di quest'ultimo "Two Minds but a Single Thought" e si pubblicizza come suo legittimo succes-sore.
Non abbandona però di esibirsi come prestigiatore.

29 ottobre 1929
Crollo della borsa di Wall Street. Inizia la grande depressione. Non ostante questo, la decade degli anni '30 segnerà il successo professionale, persona-le e finanziario di Paul Rosini.

1930
Agli inizi degli anni '30, Rosini sta ancora utilizzando il numero di Zancig, in collaborazione con sua moglie e si pubblicizza come "Prof. Paul Rosini - The Master Teacher of Occult Sciences". Nel frattempo si impone sem-pre più, come prestigiatore, all'attenzione degli impresari e del mondo dei prestigiatori. Le riviste del settore iniziano a tesserne gli elogi.
Rosini fa amicizia con Mitchell "Mike" Kanter, gestore di un negozio di magia in Philadelphia.
Sempre nel 1930 fa amicizia con Milbourne Christopher e John Booth.
Nello stesso anno anche Jack Chanin apre un negozio di magia in Phila-delphia, anche questo frequentato da Rosini.

1931
29 e 30 maggio: Rosini partecipa alla riunione della S.A.M. in Philadel-phia.

1932
Rosini si esibisce con grande successo al Carman Theatre di Philadelphia. Bill Frazee commenta molto favorevolmente lo spettacolo in The Sphinx.
Altro successo commentato in Sphinx è l'esibizione di Rosini alla conven-tion della S.A.M. di questo stesso anno.

1933
Rosini si esibisce alla riunione mensile della S.A.M., il 4 marzo. Esegue una routine con le carte della durata di 15 minuti. Grande successo.
Per quanto il suo repertorio comprenda sempre gli effetti di mentalismo, Rosini va sempre più focalizzando il suo lavoro di prestigiatore in senso stretto.

1934
Rosini si esibisce alla riunione dell'I.B.M. in Batavia, New York, al fianco di Al Baker, John Mulholland, John Ramsay, Max Holden e Sid Lorraine. The Sphinx commenta il successo affermando che Rosini si è esibito in una serie di giochi con le carte tra cui il Color Change, sorprendenti ritrova-menti di carte scelte tra cui spiccava il Card Stab, terminando l'esibizione con il "Leipzig Four Ace Trick".

1935
A metà degli anni '30 la reputazione di Rosini è solida e ben stabilita. In Philadelphia lavorava simultaneamente presso i teatri Earle ed Adelphia, quindi si esibì al Club Latimer ed al Cafe Marguery in Philadelphia, quindi si sposta a Chicago per lavorare nella Continental Room dell'Hotel Ste-vens.
Max Holden, in "Programmes of Famous Magicians" (1937), registra che, nel 1935, il numero di Rosini era composto da effetti con le carte, The Thumb Tie, I Bussolotti (finale con i pulcini) la banconota strappata e ri-composta ed alcuni effetti di mentalismo.

1936
La fama di Rosini comincia a spargersi in altre parti degli Stati Uniti, e nel Gennaio del '36 inizia a lavorare allo Schroeder Hotel in Milwakee, Win-sconsis. Da qui al Plaza Hotel in St.Louis
In ottobre, Rosini è ingaggiato presso la Empire Room della Palmer House di Chicago. Anche qui consegue un eccezionale successo.

1937
Era previsto che Rosini ritornasse a lavorare in Philadephia nel febbraio di quest'anno ma, dato il successo riscosso, è ancora trattenuto in Chicago
Paul termina un impegno record di 21 settimane all'Empire Room ed ini-zia una tournée teatrale con una compagnia: è sempre il numero di mag-gior successo.


In questi anni prende forma la crisi famigliare che porterà Rosini al divorzio dal-la prima moglie, Anna. Da quanto risulta dallo scritto di Chuck Romano, la crisi è da ricondurre al problema della cura dei figli, in un primo tempo affidati alla non-na paterna, sino a quando questa si è rifiutata di accudire ai bimbi tutte le volte che "I Rosini" dovevano assolvere i loro impegni professionali.
A pag. 77, Chuck Romano scrive che mentre lavorava in Chicago, Paul incontrò Margaret, di venti anni più giovane di lui, la quale, verso la fine degli anni '30 di-ventò la sua seconda moglie. E' logico pensare che quest'incontro sia avvenuto tra il 1936 ed il 1937.


1938
Nel maggio di quest'anno, terminati gli ultimi impegni in Chicago, Rosini ritorna a Philadelphia prendendo il posto di Fred Keating al Walton Roof.
Nel Giugno del '38 lavora a Cleveland, alla Vogue Room dell'Hotel Hol-lenden.
In Cleveland Rosini incontra un maestro del passato: Karl Germain (1878-1959).
In Novembre è a New York presso il New Yorker Hotel ed al "Glass Hat del Belmont Plaza Hotel.
A New York fa visita, tra gli altri a John Mulholland, editore di The Sphinx. Mulholland gli dedica la copertina della rivista del mese di no-vembre.
Nel dicembre del '38, sempre su The Sphinx, per la prima volta spiega un suo gioco (Neato Silk).
Sempre nel dicembre del '38, viene pubblicato Greater Magic, in cui Rosi-ni viene citato come uno dei dieci più importanti esperti di carte in Ameri-ca.

1939
Rosini lavora, sempre con grande successo a New York.
Con il gioco "Neato Silk" pubblicato su The Sphinx di dicembre, Rosini vince lo Sphinx Award in qualità di professionista (l'amatore che vinse lo stesso anno fu il Dott. Jecob Daley).
1940
Alla fine della decade, Rosini è decisamente un professionista affermato ed acclamato. Può considerarsi essere all'apice della sua carriera e conti-nua a lavorare nei migliori locali negli Stati Uniti.

1941
Nel suo numero del 40° anniversario, The Sphinx dedica un numero retro-spettivo ai prestigiatori che hanno fatto storia negli Stati uniti e, tra questi, trova certamente spazio anche Paul Rosini.
Sempre in questo anno Rosini si sposta a San Francisco. È in questo perio-do trascorso in California che Paul fa amicizia con Frederick Braue.
Rosini si sposta nel Sud degli Stati Uniti, sempre ottenendo eccellenti ri-sultati.
Nel dicembre del 1941 i Giapponesi attaccarono Pearl Harbour: lo scenario internazionale stava cambiando in modo drastico, influenzando la vita di milioni di persone.
Molti prestigiatori illustri lavorarono per le forze armate Statunitensi, esi-bendosi nella basi militari americane.
Rosini non fu coinvolto in questo tipo di lavoro. Ciò era probabilmente dovuto alla sua dipendenza dall'alcool.

1943
La carriera di Rosini continua positivamente malgrado la guerra. In quest'anno si esibisce alla riunione della S.A.M. di Chicago, condividendo il programma con Silent Mora, Al Flosso, Arthur Buckley e Bob Evans.
Dalla recensione di Jim Sherman appare chiaro quanto Rosini fosse in ot-tima forma professionale e quanto il pubblico lo apprezzasse.

1946
Quest'anno vede ancora Paul sulla costa occidentale degli Stati Uniti. An-cora una volta, in San Francisco, si incontra con Braue. Scrive l'introduzione a "The Invisible Pass".

Nella seconda metà degli ani '40 Rosini inizia una fase di decadenza. Sul piano personale, la sua dipendenza dall'alcool è diventata cronica. Sul piano professio-nale comincia a risentire dell'influenza di un nuovo mezzo di comunicazione: la televisione. A causa sua, i gusti del pubblico, per quanto riguarda l'intrattenimento, cominciano a cambiare e la gente frequenta sempre meno i loca-li pubblici.

1947
Rosini presenzia alla 19 riunione della S.A.M. ma non si esibisce. Il pro-gramma annuncia le esibizioni di Bert Allerton, Johnny Paul, Matt Schu-lien, Harlan Tarbell.
Il 26 maggio, Rosini si unisce ad altri professionisti per fondare la "Pro-fessional Magicians' League". Questa associazione di soli professionisti ebbe vita breve, sembra anche perché nessuno di loro, attesi gli impegni professionali, aveva tempo per badare ai problemi amministrativi che un'associazione impone.
Nel 1947, Rosini continua a lavorare nei locali notturni del Midwest.

1948
Paul continua a lavorare regolarmente. Appare nuovamente sulla copertina del numero di luglio di The Sphinx.
Ad agosto lavora allo Schroeder Hotel, quindi, dopo altre due settimane trascorse nel Wisconsin, ritorna a Chigaco.
Il 19 Settembre Paul Rosini muore al New Laurence Hotel dove a quel tempo viveva con Margaret.


Pubblicato da Club Arte Magica
Il giorno 22/5/2004



Autore: Aurelio Paviato
22/05/2004

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