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TI COPIO IL GIOCO...

I giochi di prestigio, le tecniche e gli effetti scaturiti dalla fantasia de maghi del passato e del presente, non hanno un copyright e raramente sono protetti da brevetto, quasi sempre è l’attrezzo, l’oggetto in grado di produrre l’effetto a essere brevettato, ma le idee non lo sono quasi mai. Insomma, la proprietà intellettuale è soggetta a frequenti abusi da parte di chi non si fa troppi scrupoli nel rubacchiare idee ed effetti ad altri maghi.
Il problema è annoso, la prima difficoltà consiste nell’individuare la precisa paternità di una tecnica o di un gioco. Succede che qualcuno inventi un effetto magico non avendolo mai visto prima, per poi scoprire in un libro del settecento che Pinetti lo aveva già proposto alla corte del Re di Francia.
E’ anche vero che una routine magica è composta di varie mosse tecniche che quasi mai sono il frutto esclusivo della creatività del suo esecutore. Normalmente il prestigiatore crea un effetto utilizzando tecniche inventate da altri maghi, assemblandole in un effetto che può definirsi una sua creazione.
Come fare allora per evitare che ciò che creiamo possa essere copiato e utilizzato da altri?
Qualcosa in merito fanno i diversi Club Magici, cercando di dare una sorta di “codice etico” a coloro che ne vogliono far parte. Spesso però, le norme di questi club risalgono a periodi storici molto lontani da quello attuale. La moderna tecnologia, internet, la presenza di social network e luoghi virtuali dove poter scaricare video e immagini hanno messo ancor più a repentaglio la proprietà intellettuale dei giochi creati da molti maghi. Da un lato non resta che rassegnarci e cercare di convivere con questa realtà, sarebbe infatti estremamente complicato e difficile mettere divieti e censure su internet, dall’altro, si possono seguire alcuni principi etici e di civile convivenza che possono attenuare gli effetti negativi per chi si sente defraudato di una sua creazione e per chi utilizza effetti d’altri senza troppe cautele.
Innanzitutto è bene capire se un effetto, un gioco, può essere considerato di dominio pubblico o no.
Se abbiamo spiegato un effetto durante una conferenza magica, se abbiamo pubblicato delle note o un libro nel quale l’effetto è spiegato, non potremo sicuramente pretendere che altri maghi non lo eseguano in pubblico. Il problema cambia quando chi ha appreso il gioco in conferenza o da un libro, lo pubblica a sua volta spiegandolo come fosse il suo effetto. Questa pratica è fortemente scorretta e tutte le associazioni magiche e l’intero ambiente dei prestigiatori dovrebbero condannala. In casi simili i club dovrebbero richiamare il trasgressore a una pratica magica che abbia più rispetto della proprietà intellettuale altrui, e se il soggetto persiste, allontanarlo dall’ambiente dei prestigiatori.
Se invece il gioco appreso da altri è semplicemente eseguito in pubblico, sarebbe opportuno citare l’autore, almeno quando la performance è pubblicata in qualche social network. D’altronde chi spiega giochi nei libri e in conferenza, non può pretendere che questi effetti non siano eseguiti da chi li ha imparati in quelle occasioni. Se si vuole l’esclusiva, il gioco non deve essere spiegato e reso pubblico, ma solo eseguito.
Può succedere che qualcuno impari il gioco semplicemente osservando la performance di un altro mago, anche in questo caso è difficile proteggere l’effetto da possibili copie, si potrebbe obiettare che se l’effetto da modo di essere compreso, il difetto sussiste nella tecnica vulnerabile del gioco stesso.
In ogni caso, il buon senso e l’etica dovrebbero guidare ed essere sempre presenti in chi utilizza giochi di altri. Chiedere il permesso di utilizzarli è buona abitudine, quanto meno, citare l’autore dell’effetto, altrimenti potreste guadagnarvi molte antipatie ed essere ripagati della stessa moneta alla prima occasione.



Autore: Club Arte Magica
11/11/2014

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